Saturday, 5 December 2015

Il Marmo Bianco Afghano è in grado di competere con 'il meglio'

Il ruolo chiave del Marmo dell’Afghanistan
  • di Paul Daniel  [ SchedaPaese, 2013 ]

LA CRESCENTE RICHIESTA DI PIETRA NATURALE DI QUALITÀ IN DIVERSE PARTI DEL MONDO È UNA BUONA NOTIZIA PER I PAESI COME L’AFGHANISTAN, DOVE IL POTENZIALE È A DIR POCO ECCELLENTE. CON IL PRESUPPOSTO DI UNA STABILITÀ POLITICA CHE DURI NEL TEMPO, QUESTO PAESE DELL'ASIA CENTRALE HA LE POTENZIALITÀ PER DIVENTARE UN'IMPORTANTE RISORSA DI MARMO DI ALTA QUALITÀ ED ALTRE PIETRE. PAUL DANIEL HA PARLATO CON GLI ESPERTI LOCALI.
Nel 2013 sono due i fattori che stimolano lo sviluppo del settore della pietra tagliata in Afghanistan (e anche altrove) – l’incremento del costo del marmo di alta qualità e l’aumentata richiesta di pietra naturale in molte parti del mondo. Secondo un rapporto pubblicato su Bloomberg.com in data 16/01/13, “i russi, indiani e cinesi più ricchi acquistano i marmi più costosi al mondo... i prezzi subiscono incrementi di circa il 7% l’anno... il record attuale è di 2300€/m2. La regione di Carrara in Italia è comunemente considerata come la fonte del “miglior” marmo in termini di colore e proprietà fisiche. Stando però ai comunicati stampa vi sarebbero alcuni marmi bianchi afghani in grado di competere con “il meglio”. Nel frattempo, nel XXIII Rapporto Marmo e pietre nel mondo pubblicato da Aldus, Carrara, il dott. Carlo Montani – da tempo considerato una delle voci più autorevoli nel mondo della pietra - fa notare che la richiesta mondiale di pietra tagliata continua a crescere.

Fatti principali e storia
La superficie complessiva della Repubblica dell’Afghanistan è di 647.500 km2, più o meno come il Texas o, se vogliamo, 150.000 km2 in più della Spagna. Confina a nord con il Turkmenistan, l’Uzbekistan e il Tagikistan, nell’estremo nord-est con la Cina, ad est e a sud col Pakistan e ad ovest con l’Iran. Il Paese è attraversato da est ad ovest dalla catena montuosa dell’Hindu Kush, che nella sua parte orientale comprende vette di più di 7.300 m. Tra i più di 30,5 milioni di persone che costituiscono la popolazione del Paese, un’alta percentuale vive nelle zone del sud-ovest, molto meno montagnose. Dario I e Alessandro Magno furono i primi a sfruttare l’Afghanistan come porta verso l’India. I conquistatori islamici giunsero poi nel VII secolo, seguiti da Gengis Khan e Tamerlano nel XIII e XIV secolo. Nel XIX secolo l’Afghanistan divenne campo di battaglia della rivalità tra l’Impero Britannico e la Russia degli Zar, per il controllo sull’Asia centrale. Nel 1893 i britannici definirono una frontiera non ufficiale che separava l’Afghanistan dall’India britannica, concedendo piena indipendenza all’Afghanistan nel 1919 (paradossalmente l’India dovette aspettare il 1947 per diventare indipendente). Nel giugno 2002 è stata fondata una Repubblica multi-partito con Hamid Karzai come presidente. Karzai dovrà però ritirarsi prima delle nuove elezioni del 2014. Nel 2010 il PIL pro capite del Paese era pari a 900 dollari.

Risorse e riserve di pietre tagliate
Alcuni dei primi indizi di attività mineraria svolta dall’uomo nel mondo giungono proprio dall’Afghanistan e risalgono a circa 6000 anni fa. Fu solo però nel XIX secolo che iniziarono tentativi sistematici di valutazione delle risorse minerarie del Paese, dapprima con le spedizioni militari britanniche e successivamente attraverso l’Ente di ricerca geologica dell’India (Geological Survey of India). Nel 1965 il governo afghano fondò un proprio ente di ricerca geologica nazionale. Tuttavia le ricerche furono pesantemente limitate dopo l’invasione sovietica nel dicembre 1979. Con il ritiro delle truppe sovietiche nel 1989 l’ente di ricerca geologica afghano (AGS) fu vittima di gravi conflitti interni. Nel 2004 l’ente di ricerca geologica britannico e quello americano hanno dato inizio a progetti di collaborazione con l’AGS e col Ministero delle miniere e dell’industria. Attualmente nel Paese è attiva una autorità per la supervisione e il monitoraggio dell’attività mineraria con elevati standard internazionali. Tra le pietre preziose e semipreziose dell’Afghanistan figurano smeraldi di alta qualità, lapislazzuli, granati rossi e rubini. Sono stati identificati circa 65 depositi di pietra tagliata e alcuni di essi sono in grado di contenere cave multiple. I tipi di pietra più importanti sono il marmo, il travertino, l’onice
e il granito. Il marmo è estratto da cave diffuse in almeno 14 province dell’Afghanistan.

I dati seguenti sono stati estratti da un depliant pubblicato dall’AGS:

- Provincia di Kabul. Marmo proterozoico nelle cave di Ghazak, Hazare Baghal, Kariz-Amir, Pul-e-Charkhy, Qalamkar e Tara Kheel. Il marmo di Kariz-Amir si situa a circa 40 km a nord di Kabul ed è rappresentato da marmo granulare bianco o raramente giallo-grigio. A Ghazak, a 32 km ad est di Kabul, troviamo marmo nero a granulazione fine.
- Provincia di Logar. Marmo proterozoico estratto ad Awbazak, Dehnow e Mohammad Agha. Il marmo di Awbazak è di tipo bioclastico e di colore marrone. Il marmo di Dehnow è brecciato e di colore marrone, mentre quello di Mohammad Agha è bianco e nero.
- Provincia di Wardak. Marmo proterozoico di Maydan nei pressi di Maydan, materiale grigio o grigio scuro in letti di spessore fino a 450 m, con interstrati di scisto. Le miniere di marmo di Maydan comprendono cinque zone di lavoro su uno strato complessivo di 10-12 km che viene sfruttato da circa 40 anni.
- Provincia di Badakhshan. Marmo siluriano-devoniano Bini-Kama, di tipo medio e grossolanamente cristallino; si stima che questa risorsa contenga 1300 milioni di tonnellate.
- Provincia di Herat. Marmo proterozoico di Chesht-i-Sharif a 120 km ad est della città di Herat, di aspetto finemente cristallino con gamma cromatica da bianco puro fino a un sottile verde chiaro. Si tratta di una delle pietre più celebri dell’Afghanistan.
- Provincia di Nangarhar. Marmo proterozoico di Khogiani a 35 km a sud-ovest di Jalalabad. Si tratta di un marmo bianco comunemente noto come Bianco afghano.
- Provincia di Samangan. È qui disponibile il marmo di Samangan.
- Provincia di Parwan. In questa provincia troviamo i marmi di Kaftar Khana, Galatak e Salang.
- Provincia di Khost. Sede del marmo di Zurmat.

Il marmo-onice è estratto in diverse province dell’Afghanistan tra cui Bamyan, Helmand e Faryab, con colori che variano da sfumature di giallo al verde, fino al marrone. Nel 2010 nella provincia di Bamyan l’ente di ricerca geologica afghano (AGS) ha identificato graniti di alta qualità che formano il Complesso di granito di Shirbatu. Il complesso si situa a circa 225 km di strada a nord-est di Kabul. Secondo le dimensioni della roccia sporgente questo sito potrebbe contenere 32 miliardi di m3 di granito di vari colori. Stando alle stime dell’AGS le risorse di Shirbatu potrebbero offrire delle basi per la formazione di un settore industriale forte e redditizio, in grado per esempio di fornire mattonelle alle aree circostanti, tra cui anche Kabul. Esistono poi anche depositi di granito nella regione del Nooristan, Badakhshan, PanjshIr, Jalalabad, Herat e Konar. Recentemente è stata effettuata una “Ricerca sul marmo” nell’ambito del progetto Afghanistan Small and Medium Enterprise Development Project (ASMED) gestito dalla società Wind Engineering & Construction.

Valutazioni pubblicate
Secondo un rapporto dal titolo Afghanistan Marble/Granite pubblicato da USAID/ASME nel dicembre 2008, l’industria della pietra tagliata avrebbe il potenziale per contribuire fino al 4% del PIL. Come vedremo, esistono diverse società di successo in questo settore, ma anche vari ostacoli da superare. La prima cosa da fare è probabilmente cessare le esplosioni nelle cave di pietra – per ovvie ragioni. A partire dal 2009 alcune società hanno iniziato ad acquistare macchine a filo diamantato. Tuttavia, gli investimenti in capitale per l’acquisto di queste macchine ed altri macchinari di trivellamento associati vanno ben oltre le capacità delle piccole imprese. Potrebbe essere fornito qualche aiuto, ma a determinate condizioni. Nel 2012 l’agenzia afghana per il sostegno agli investimenti (AISA) ha pubblicato uno studio esaustivo sul settore del marmo in Afghanistan, disponibile online. Nel suo lungo rapporto l’autore Abdul Ghafar Rassin, esperto di economia e finanza del Ministero delle Miniere, afferma che il settore del marmo afghano è cresciuto del 60% a partire dal 2008. Viene presentata un’analisi di mercato completa in cui si sostiene che vi siano attualmente circa 31 cave di estrazione di pietra attive nel Paese e 72 siti di lavorazione. In termini però di quota di mercato si parla di 7 società che forniscono più del 60% della produzione - 3 a Herat, 2 nel Nangarhar (Jalalabad) e 2 nella provincia di Wardak. Ghafar Rassin fa anche notare che il marmo bianco di Chesht-i-Sharif proveniente da Herat nella zona ovest e il marmo Bianco afghano dei dintorni di Jalalabad nella zona est sono di qualità di gran lunga superiore a quella delle altre province. Secondo alcune fonti il Chesht-i-Sharif e il marmo Bianco afghano sarebbero qualitativamente rapportabili al marmo di Carrara. Sulla base di dati prelevati sul campo e raccolti dal Ministero delle miniere dal punto di vista del numero di dipendenti, volume di produzione e quota di PIL, il settore del marmo potrebbe quintuplicarsi nel corso dei 5 anni a venire, a condizione però che siano attuate determinate misure. Sempre nello stesso documento si osserva anche che l’85% circa del mercato nazionale è dominato dal marmo pakistano, per via dei prezzi più bassi. Si parla poi dei vincoli e delle limitazioni principali per migliorare la competitività dei prodotti di marmo afghano.

Mercati
Attualmente le pietre afghane (in particolare il marmo) sono esportate per lo più come blocchi grezzi. I principali acquirenti sono il Pakistan, il Turkmenistan e l’Iran. Vi sono solo alcune società che dispongono di apparecchiatura di lavorazione in grado di produrre lastre e mattonelle di qualità sufficiente per l’esportazione. I prodotti vengono poi venduti principalmente nel Medio Oriente e in Asia centrale o meridionale.

Attori principali
Secondo il parere degli esperti locali tra i leader del mercato afghano figurerebbero attualmente le seguenti società (in ordine alfabetico):

- Arian Marble Industries, Jalalabad. Società sul mercato da 11 anni e incentrata nella vendita di mattonelle o lastre di marmo Bianco afghano e oggetti d’artigianato in marmo. La capacità di produzione giornaliera è pari a 21 m3 (750 piedi cubi). La Arian Marble sostiene di poter far fronte a qualsiasi richiesta del mercato nazionale ed estero.
- Equity Capital Mining (ECM), Herat. Prima di rientrare in patria nel 2006, i fratelli Nasim e Adam Doost avevano maturato più di 35 anni di esperienza in prospezioni ed estrazione di ametista e granati nello Zambia, in Brasile e in Perù. Tornati in Afghanistan i fratelli Doost hanno fondato la Equity Capital Mining (ECM) nel 2007. Nel 2009 hanno iniziato a ricevere i sostegni USAID allo sviluppo del settore privato. Da allora i due fratelli hanno realizzato importanti investimenti in attrezzature per estrazione del marmo e stabilimenti di lavorazione. Il deposito di Chesht-i-Sharif ad est di Herat è considerato una delle migliori risorse di marmo bianco dell’Afghanistan. Il Ministero delle miniere ha calcolato nella zona la presenza di riserve di almeno 3 milioni di m3. La cava di proprietà dei Doost è dotata di 15 macchine a filo diamantato, 5 escavatrici di tipo front-load, 2 escavatori, 2 bulldozer, 4 generatori, compressori, trivelle ed altre apparecchiature. Il volume di marmo estratto si aggira attorno ai 400 m3 l’anno. La via che porta dalla cava allo stabilimento dei Doost ad Herat è una strada in ghiaia ad una sola corsia quasi per l’intero percorso ed è lunga 167 km. Il viaggio dura circa 5 ore in macchina e 10 ore in camion. Esistono dei progetti finalizzati all’estensione delle vie di comunicazione verso la zona della cava e alla costruzione di strutture di lavorazione della pietra localmente sempre nella zona della cava. La fabbrica dei Doost, aperta nel maggio 2011, ha un valore di 6 milioni di dollari e si trova ad Herat. L’apparecchiatura di lavorazione installata comprende una sega multipla Gaspari Menotti, una tranciatrice di blocchi, una linea per mattonelle, una linea di lucidatura e 5 seghe a ponte. Tra i prodotti venduti figurano blocchi, lastre, mattonelle, piastrelle, monumenti e sculture. Il 60% circa della produzione è destinato all’esportazione – verso Italia, India, USA, Turchia, EAU, Cina, Turkmenistan e Kazakistan. Il fatturato annuo della ECM è pari a circa 2 milioni di dollari. I Doost stimano che, calcolando il personale della cava, i lavoratori indiretti e le vendite/distribuzione, la ECM ha creato fino ad oggi circa 4000 posti di lavoro. Tra i progetti recenti figurano la fornitura di mattonelle in marmo per il pavimento dell’atrio della Women’s American University a Kabul e la fornitura di 40.000 piedi quadrati per il nuovo edificio del parlamento afghano.
- Ghulghula Marble Processing Factory, municipalità di Omid-i-sabz, Kabul. La società Ghulgula è stata costituita nel 2006. L’amministratore delegato è il signor Abdul Ali Jafary, un uomo con 40 anni di esperienza nel campo dell’intaglio e della lavorazione della pietra. La società ha acquisito nuovi macchinari ed ha creato posti di lavoro per varie decine di persone, evadendo ordini sia a livello nazione sia all’estero. Tra i macchinari da lavorazione figurano una tagliatrice di blocchi, una macchina da intaglio e una linea di lucidatura. I materiali lavorati sono marmo e onice provenienti da un po’ tutto l’Afghanistan.
- La Hajjari Najjari Helmand era uno stabilimento statale costituito nel 1965. La fabbrica originaria fu distrutta durante la guerra civile afghana. Dopo la caduta dei talebani la società Eshaq Ferouz si è aggiudicata la relativa gara d’appalto ed ha prelevato la fabbrica dal governo nel 2008. Sono stati realizzati investimenti importanti con l’acquisto di nuovi macchinari di produzione italiana ed è anche stato stipulato un contratto con il governo relativamente ad estrazione di onice da una cava nel distretto di Deshoo, provincia di Helmand. La Hajjari Najjari ha dato vita a 320 posti di lavoro nella provincia di Helmand. La fabbrica produce un’ampia gamma di prodotti in marmo e onice sia per il mercato locale che per i mercati internazionali. Il proprietario della fabbrica è il signor Haji Mohammad Aref Rahmati. La società dispone anche di una showroom a Baghe Babur, Kabul.
- New National Marble Ltd, Jalalabad. Il proprietario di questa società, Dr. Shams, opera nel settore del marmo da 8 anni. La New National Marble Ltd è stata fondata nel 2011 e vende lastre e mattonelle di marmo Bianco afghano sui mercati locali ed esteri.
- Sahil Marble / Izat Ullah Sahil Marble, Jalalabad. La fabbrica della Sahil Marble è stata fondata nel 2004. Grazie al sostegno finanziario del programma USAID per le piccole e medie imprese (PMI) la società è riuscita a modernizzare il processo di estrazione dalla cava e oggigiorno i blocchi vengono venduti ad altre società di lavorazione sia localmente sia in destinazioni più lontane. Grazie dunque alle nuove apparecchiature la Sahil Marble è stata in grado di incrementare la produzione annua da 1080 t a 3600 t, con vendite totali annue pari a quasi 297,000 dollari (ovvero un aumento del 300% rispetto agli anni precedenti). La società ha identificato opportunità di esportazione verso il Kuwait, Arabia Saudita, Pakistan e Cina. Secondo un rapporto pubblicato nel giugno 2011, il “marmo bianco luminoso di Nangarhar” è destinato a riscuotere grandi successi nelle vendite in Europa e in Medio Oriente. La maggior parte delle 5.000 tonnellate prodotte ogni anno ha come destinazione il mercato nazionale o il Pakistan. Di recente però sono stati inviati piccoli lotti di marmo Sahil in Kuwait, Arabia Saudita, Germania, Regno Unito e Cina. Nello stesso articolo si menziona anche che una società norvegese ha stipulato un contratto per l’estrazione e la lavorazione del marmo nella provincia di Nangarhar.
- Stabilimento di lavorazione marmo Takht-e-Rustam. Costituito nel 2012, è il primo stabilimento di lavorazione marmo ad essere stato fondato nella zona di Mazar-e Sharif nel nord dell’Afghanistan. Lavora marmo proveniente dalle cave di Sholuktoo nella provincia di Samangan e di Tarakheil nella provincia di Kabul, oltre ad onice proveniente dalla cava di Almar nella provincia di Faryab. Sono state anche scoperte alcune nuove cave nelle province di Takhar, Maimana e Samangan. Il proprietario dello stabilimento e della cava è il signor Haji Baqi.

Aiuto per la formazione
Di recente è stato creato un Centro di eccellenza per il marmo a Kabul. Uno degli obiettivi è di creare programmi di formazione con l’assistenza di proprietari di cave afghani, produttori di attrezzature minerarie e associazioni imprenditoriali, con il fine di formare i partecipanti nel campo dell’estrazione della pietra e delle metodologie di lavorazione. Il centro tenterà di mitigare l’impatto economico presto atteso in Afghanistan con l’uscita di scena dei programmi di sostegno finanziario, rendere le imprese afghane capaci di produrre per il mercato nazionale, portare avanti trattative commerciali con partner internazionali e richiedere/ottenere i finanziamenti necessari per la crescita e la sostenibilità. Per ulteriori informazioni, Dr. Peter Roberts, Presidente e direttore del programma, Centro di eccellenza per il marmo, Kabul, Afghanistan.

Lezioni dalla Turchia
Nel novembre 2012, nell’ambito del Programma afghano per lo sviluppo dell’imprenditoria rurale (AREDP) Ë stato realizzato un corso di 12 giorni per 6 società afghane operanti nel settore del marmo. L’evento ha avuto luogo in Turchia e tra i partecipanti hanno figurato la MKS Machinery, produttori di macchine per la lavorazione del marmo, alcuni funzionari del governo turco specializzati nel settore minerario e le ditte di lavorazione marmo DEMMER Co e TEMMER. I partecipanti afghani hanno affermato che il corso Ë stato ìdi gran lunga superiore alle loro aspettative.

Sostegno dall’India e dall’UNIDO
Dopo un incontro con una delegazione afghana alla fiera India Stonemart 2013 Exhibition di Jaipur il 3 febbraio 2013, il direttore generale del CDOS (Centre for Development of Stones), R. K. Gupta, ha affermato che il CDOS Ë pronto ad offrire assistenza all’Afghanistan nello sviluppo del settore del marmo in collaborazione con l’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (UNIDO). Il piano prevede uno stanziamento di circa 200 milioni di dollari come sostegno. Nella prima fase saranno scelti 40-50 imprenditori afghani del settore della pietra cui sarà fornita la dovuta assistenza.

Nuovo progetto USAID
Il 13 febbraio 2013, USAID, in collaborazione con VEGA/IESC, ha avviato un nuovo programma di sostegno all’attività imprenditoriale in Afghanistan dal nome ABADE -Assistance in Building Afghanistan by Developing Enterprises. Nel corso delle cerimonie di apertura Rahmatullah Rahmat, uno dei maggiori proprietari di cave di Bianco afghano e titolare anche di un piccolo stabilimento, ha affermato che se pensiamo solo alle province di Herat, Wardak e Jalalabad, constatiamo che vi sono riserve di 2 miliardi di m3 di pietra (tagliata) di ottima qualità, per un valore di 250-350 miliardi di dollariî. Rahmat ha poi aggiunto che ìcon il sostegno di ABADE vedremo molto presto grandi progressi nel settore del marmo. Gli investitori si convinceranno e scopriranno quanto cruciale sia questo settore nell’ambito del risanamento dell’economia afghana e di una fondamentale stabilità. Rahmat ha rivelato che ìl’Afghanistan prevede di fondare un’accademia dedicata all’intaglio con l’obiettivo di creare posti di lavoro per cittadini indigenti o disabili, sia uomini che donne.

Il futuro
Pur devastato da tre decenni di conflitti praticamente ininterrotti, l’Afghanistan ha compiuto passi da gigante nella strada verso la normalità a partire dall’istituzione del governo attuale nel 2002. Grazie anche agli aiuti internazionali si assiste allo sviluppo di un vivace settore della pietra tagliata. Secondo diversi esperti la città di Herat ha il potenziale per diventare la “capitale del marmo” dell’Afghanistan.

Le ragioni principali sono le seguenti:
1 - Disponibilità di depositi di marmo di ottima qualità nel distretto di Chesht-i-Sharif;
2 - Herat dispone del più grande “porto” commerciale (Islam Qala), particolare vantaggiosissimo per l’esportazione;
3 - Disponibilità di elettricità e terreni per le fabbriche. In un articolo della rivista USAID Frontlines di marzo/aprile 2012 si osserva che “la maggior parte delle cave (di marmo) nella provincia di Herat sono passate dalla tecnica tradizionale con esplosivo all’estrazione con tecnologia di taglio a filo diamantato”.
Abdul Ghafar Rassin, del Ministero delle miniere, ha cortesemente fornito un elenco degli stabilimenti di lavorazione del marmo siti ad Herat. Man mano che il settore privato continua ad investire in knowhow e apparecchiature volte a migliorare l’attività estrattiva e la lavorazione, l’Afghanistan dovrà seguire l’esempio di altri Paesi produttori di marmo. È stato calcolato che sono a disposizione risorse per un totale di più di 200 miliardi di dollari. Sono stati stanziati aiuti annui per 4 miliardi di dollari da destinare al governo afghano dopo che la maggior parte delle truppe NATO si sarà ritirata dal Paese nel 2014. Di recente un portavoce del governo britannico ha affermato che “le forze afghane sono già responsabili per più del 75% della popolazione ed entro la fine del 2014 il Paese godrà di forze dell’ordine nazionali ben addestrate ed efficienti per un totale di più di 300,000 effettivi”.

Ringraziamenti
L’autore ringrazia in modo particolare: l’esperto egiziano Khaled El Hamalawy, Direttore del dipartimento Ricerca e Sviluppo, Centro di eccellenza per il marmo in Afghanistan, Kabul; Abdul Ghafar Rassin, Agenzia afghana per il supporto all’investimento (AISA); Paul Lamoureux, consulente USAID; Mirzaman Popal, Direttore promozione industria ed esportazione, ACCI; Clive J. Mitchell, BGS.


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