Sono in debito con gli ex Ministri degli Affari Esteri On. Franco Frattini e Massimo D'Alema, nonchè con il loro entourage d'ipocriti slurpapiedi. Senza la loro più che allucinante diplomazia, e senza la loro più che totale mancanza di rispetto per l'abc di quanto garantitomi dalla Legge italiana e dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, non avrei mai potuto denunciare -attraverso questo blog- come uno Stato che si ritiene civile possa affidare le sue più importanti istituzioni a uomini ignoranti, incivili e irrispettosi del prossimo. Una masnada.
Un ringraziamento particolare all'Autorità garante della Privacy per aver garantito al sito web della Camera dei deputati la facoltà di sputtanarmi globalmente.
Ringrazio anche il Ministero della Giustizia e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma che, a tutela delle mie libertà e dei diritti di mia figlia adolescente, hanno speso tutto il loro potere per fare ciò di cui hanno più diritto: niente.
Infine vorrei scusarmi con tutti coloro che fanno finta di scandalizzarsi per il linguaggio a volte usato nel blog. Sono consapevole che non rientra nel bon ton dei nostri bavosi perbenisti che vomitano politica, ma sono altresì convinto che sia l'unico consono al comprendonio di quei cafoni istituzionali, i quali, dopo avermi letteralmente stravolto la vita, continuano a godersi il diritto di non essere nemmeno sfiorati dalla Legge o da quei rimorsi che avrebbero anche bestie come le iene e gli sciacalli. Infami.
Un ringraziamento particolare all'Autorità garante della Privacy per aver garantito al sito web della Camera dei deputati la facoltà di sputtanarmi globalmente.
Ringrazio anche il Ministero della Giustizia e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma che, a tutela delle mie libertà e dei diritti di mia figlia adolescente, hanno speso tutto il loro potere per fare ciò di cui hanno più diritto: niente.
Infine vorrei scusarmi con tutti coloro che fanno finta di scandalizzarsi per il linguaggio a volte usato nel blog. Sono consapevole che non rientra nel bon ton dei nostri bavosi perbenisti che vomitano politica, ma sono altresì convinto che sia l'unico consono al comprendonio di quei cafoni istituzionali, i quali, dopo avermi letteralmente stravolto la vita, continuano a godersi il diritto di non essere nemmeno sfiorati dalla Legge o da quei rimorsi che avrebbero anche bestie come le iene e gli sciacalli. Infami.
20.7.08
Le prigioni per gli innocenti
(Ivo Toniut) Dopo circa tre settimane durante le quali stavo "scontando" la pena inflittami da Kurbonalì Mukhabbatov (Capo della Procura dei Trasporti della Repubblica del Tajikistan) per avergli denunciato un reato, la mia cella, quasi come in un sogno, si era svuotata. Si stava aspettando un ospite di riguardo. Arrivò in serata insieme a circa 3 chili e mezzo d'eroina pura. Entra e mi porge la rituale domanda: «Per che cosa?». Non conoscendo il tipo, e quindi per non rischiare di essere sgozzato se gli avessi detto che ero lì per aver denunciato gente come lui, tagliai corto: «E' una storia del cazzo, lasciamo perdere». Cominciò a dirmi che il suo clan avrebbe preso i contatti con il Procuratore Capo Kurbonalì Mukhabbatov e presto lo avrebbero tirato fuori. Su questo, conoscendo quel bastardo di Mukhabbatov, non avevo dubbi. La mattina seguente era già in viaggio per Mosca, dove insieme alla famiglia doveva godere di un periodo di ferie. Al suo posto arrivò un ragazzo di circa 20 anni, Zafar. Entrò in cella, si tolse la protesi dalla gamba, e cominciò a pregare. Finita la preghiera mi raccontò la sua storia. Da bambino, giocando nel suo villaggio di origine presso il confine afghano, una mina gli fece perdere una gamba. Aveva problemi finanziari, soprattutto per acquistarsi una nuova protesi tedesca. Colui che Mukhabbatov liberò la sera precedente gli promise mille dollari in cambio della prigione. «Sono invalido e usufruirò di una condizionale», mi disse. «Massimo fra sei mesi ritornerò a casa». Così è stato.
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