mi chiamo Ivo Toniut, 45 anni, emigrante sin dall'età minore.
Ambigui atteggiamenti assunti nei miei confronti dalla Diplomazia italiana sin dall'anno 1999, hanno condizionato il mio recente rimpatrio. Ritengo di aver subito e di subire ingiustizie. Tra le stesse, evidenzio il mancato rilascio di un passaporto per il periodo di circa 30 mesi durante i quali ero costretto a soggiornare nella Repubblica del Tagikistan utilizzando come documento d'identità la fotocopia di un passaporto scaduto e timbrata dalle Autorità di un altro Paese europeo. Tale atteggiamento fu in seguito giustificato dal Ministero degli Affari Esteri, come uno sbaglio commesso in buona fede. Tuttora, non riesco a quantificare l'entità di tale buona fede se si considera che lo stesso Mae sconsigliava ai connazionali di viaggiare in quel Paese in quanto ritenuto a rischio.
Un Ambasciatore italiano, forse con un eccessivo temperamento, mi ha descritto tali rischi con le seguenti parole: "Guardi che in Paesi come questo è un attimo prendersi una pallottola in testa". Il mio soggiorno sprovvisto di passaporto, non ha certo alleviato tali rischi. Anzi.
In Patria, a causa di una delle suddette ingiustizie, non ho la possibilità di svolgere la mia professione o qualsiasi altra attività lavorativa, e sono quindi privo di alcun mezzo di sostentamento. Con una lettera aperta ai Candidati alle imminenti elezioni politiche, pertanto, ho dichiarato con coscienza di voler rinunciare alla cittadinanza italiana per poi stabilirmi nuovamente all'estero.Tale scelta è da me fatta a malincuore ed è resa ancor più amara dal fatto che alcune Istituzioni della mia Patria non sono in grado, o non hanno la volontà di tutelare gli interessi di un connazionale, condizionando lo stesso ad usufruire del suo diritto di non esserlo più.
Secondo il DPR n. 362 del 18 aprile 1994, art. 11; il cittadino italiano può rinunciare alla cittadinanza qualora risiede o stabilisca la residenza all'estero. Stando alle leggi di quei Paesi presso uno dei quali la realtà che sto vivendo mi obbliga a stabilirmi, invece, la mia ammissione sul loro territorio finalizzata all'acquisizione della cittadinanza è valutata solo nel caso in cui io abbia già formalmente rinunciato alla cittadinanza italiana. Pertanto, chiedo il Suo cortese intervento affinché io possa rinunciare alla cittadinanza italiana ed ottenere lo status di Apolide, per poi stabilirmi in un Paese nel quale potrò usufruire di quei diritti fondamentali attualmente non concessimi né sul territorio della Regione presso i cui registri anagrafici sono iscritto, né sul territorio nazionale italiano.
Fiducioso di un Suo benevolo riscontro, porgo i miei più Cordiali Saluti.
Fiducioso di un Suo benevolo riscontro, porgo i miei più Cordiali Saluti.
Ivo Toniut
Nota: L'Ambasciatore che disse "Guardi che in Paesi come questo è un attimo prendersi una pallottola in testa" è anche colui che negò il rilascio del mio passaporto: Dott. Angelo Persiani.
http://www.ilpadano.com/padano_test.php?newsID=547
http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_15/showXhtml.Asp?idAtto=2322&stile=6&highLight=1&paroleContenute
http://www.ilvostrogiornale.it/2006/10/13/lettera-aperta-alla-camera-dei-deputati-da-ivo-toniut/
http://www.ilvostrogiornale.it/2006/06/23/ivo-toniut-lodissea-di-un-italiano-in-tagikistan/
http://www.ilvostrogiornale.it/2006/07/21/lettera-aperta-da-ivo-toniut-prigioniero-in-tajikistan/
