Secondo fonti del rinnovato Kgb tagiko, oltre 560 tonnellate di eroina pura (circa l'80% della produzione afghana di quest'anno), transitando dal Tagikistan, Uzbekistan, Kirghizistan e Kazakistan -"rotta del nord"- si recano sul nuovo fronte della guerra fredda per mietere decine di migliaia di vittime e colpire duramente lo strato socioeconomico euro-russo.
Intanto in Bielorussia, Ucraina e Russia, il numero dei tossicodipendenti da eroina afghana ha superato l'allarmante numero di 5 milioni. In Europa, nonostante la tossicomania sembra calare sia in Francia che in Gran Bretagna, il numero dei tossicomani è mantenuto costante dai nuovi consumatori dell'est; soprattutto in Ungheria, Repubblica Ceca e Polonia. Ben 9 milioni sono i clienti vittime dei narcobaroni della rotta del nord.
Il valore liquido delle vendite al dettaglio dell'eroina tagliata, stimato assumendo una percentuale di purezza del 40% e un prezzo minimo di 100 dollari al grammo, è nell'ordine dei 135-150 miliardi di dollari. Questi sono i tragici proventi della "rotta del nord". Ancor più tragici se si sommano quelli legati al traffico delle droghe leggere. Un giro di affari che pare aumentare in proporzione all'influenza militare Usa in Afghanistan.
Ma chi governa veramente questo traffico?
Nell'ottobre del 2001 partii per l'Afghanistan ed il Tagikistan in qualità di interprete e giornalista freelance e, giunto sul posto, una fatale curiosità mi spinse a cercare una risposta a questa domanda. Nel febbraio del 2002 creai una Ong che fu autorizzata a svolgere attività di spedizioniere per i convogli umanitari internazionali diretti in Afghanistan e transitanti dal Tagikistan. Tale Ong siglò un memorandum di collaborazione con il Ministero delle situazioni di emergenza tagiko che era delegato appunto a coordinare gli aiuti internazionali destinati sia al Tagikistan che all'Afghanistan. Il Ministero era allora guidato dal Generale Mirzo Ziyoev, uno dei leader dell'opposizione durante la guerra civile che, tra il 92 e il 97, causò in Tagikistan più di 50,000 morti. Ziyoev, oltre ad essere accusato di avere strette relazioni con vari gruppi islamici radicali della regione, veniva indicato dai servizi segreti come importante figura nel traffico internazionale di droga. A metà del 2002 aprii un sito internet a cui chiunque poteva inviare anonimamente informazioni sul traffico di droga. La mia iniziativa fece rizzare le orecchie al controspionaggio tagiko, e il suo capo, sottoponendomi ad una interrogazione, mi fece capire che la maggiorparte delle segnalazioni sarebbero state comunque intercettate e occultate dai servizi americani. Una curiosità che mi ha reso protagonista di un'odissea giudiziaria, catapultandomi in un incubo vissuto in carcere e poi come ostaggio per 4 anni delle istituzioni corrotte dai baroni della droga.
Una curiosità inappagabile perché ostacolata dal controllo di uomini di governo e procuratori corrotti, perché dietro vi sono interessi finanziari secondi solo a quelli del petrolio e degli oleodotti, perché la connivenza di politici, potentati d'affari, criminalità e membri dei servizi segreti corrompe il ruolo delle istituzioni statali - inclusi gli eserciti.
Secondo il Dipartimento di Stato americano "i proventi della droga afghana supportano i talebani e i loro attacchi terroristici contro gli Usa, i loro alleati e il Governo afghano". A prescindere dal fatto che diversi studi, inclusi quelli di Alfred Mc Coy (Drug fallout: the CIA's forty years complicity in the narcotics trade), attribuiscono alla CIA un potente ruolo nel riciclaggio dei narcodollari, e che molti media omettono di far conoscere al mondo che il regime Talebano fu l'unico -con la collaborazione ed il supporto dell'Onu- a declinare del 90% la coltivazione dell'oppio; "Il traffico di droga è aumentato di 15 volte dopo l'arrivo degli americani in Afghanistan". Questa è la constatazione dell'ex Vice Primo Ministro del Tagikistan con delega ai servizi e rilevante figura nella nomenklatura dell'ex Kgb sovietico: il Generale Zukurov. Una dura e amara constatazione ufficializzata nel 2004 senza troppi peli sulla lingua alla presenza di 007 americani, i quali, dal fatidico 11 settembre, pare che siano protagonisti di straordinarie coincidenze avvolte da una cortina di fumo. Si dice che "Gli Usa sono i principali sostenitori di un'enorme manovra per liberare l'Afghanistan dall'oppio..." tuttavia, negli ultimi 6 anni, la superpotenza guidata da Bush non ha impedito all' Afghanistan di divenire il primo produttore mondiale di eroina (circa il 92% della produzione globale), scavalcando il "Triangolo d'Oro" di Laos-Thailandia-Birmania e consolidando la sua "pool" position nell'economia mafiosa internazionale. Più che una constatazione (supportata anche dalle analisi dell'Onu), quella di Zukurov è una beccante allusione all’operazione militare statunitense "Enduring Freedom" scattata il 7 ottobre 2001 e mirata a sconfiggere i talebani e catturare Osama bin Laden e i cervelli di al Qaeda. Purtroppo, sempre per un'amara coincidenza, le strategie militari Usa, anziché annientare le ricchezze del terrorismo che hanno connessione con il traffico di droga, hanno scatenato un allarmante sviluppo dell'economia illegale dell'Afghanistan e delle confinanti repubbliche ex sovietiche - Tagikistan in primo piano. Tra i marciumi istituzionali di questo Paese spicca il fetore di due pezzi di merda ex capi della Procura dei Trasporti:Farruk Nasimov e Kurbonalì Mukhabbatov. Chiedevano la pena di morte per i piccoli trafficanti per non accorgersi dei quintali che regolarmente venivano spediti in Europa via treno, camion e aereo. Sempre ligi al proprio dovere nella Giustizia di questo Paese, continuano ad essere uno dei "talloni di Achille" dell'antidroga. Voci di corridoio dicono che uno dei due ex capi della Procura dei trasporti ebbe addirittura un incontro con il terrorista ceceno Shamil Bassayev durante un suo viaggio nell'Asia centrale. L'Ong che coordinavo, collaborava con la Comunità dell'Ossezia in Tagikistan. Circa mille persone, molte delle quali originarie di Beslan. Io stesso fui dai suddetti procuratori incarcerato 5 mesi per aver consentito al Kgb locale di sgominare una banda di criminali che, con la complicità della dogana e di una società di Dubai, importò in Tagikistan 540 tonnellate di zucchero sottoforma di "aiuto umanitario per l'Afghanistan", e scavalcando quindi tutti i dazi doganali. La dogana di Dushanbè era allora diretta da Ganiev. Un personaggio di tutto rispetto in Tagikistan per aver contribuito allo sdoganamento di miliardi di "aiuti umanitari" internazionali i.c.i beneficiari potevano, dopo lo sdoganamento, vantarsi di acquistarli a prezzo modico nei bazaar di Dushanbè e Kabul. Con gli introiti della vendita dello zucchero (circa 700mila dollari) sul mercato locale, gli "importatori" avrebbero dovuto distribuire regalini vari a doganieri, procuratori, guardie di frontiera... e presumibilmente anche al "Governatore" della Banca di Tagikistan che, per una stranissima coincidenza, oltre ad aver chiuso un occhio sull'importazione dell'ambiguo "aiuto umanitario", aveva una figlia felicemente sposata con colui che curava tale importazione e che gestiva la società di Dubai: Shukrat. Nelle banche di Dubai gira circa il 40% dei narcodollari. Shukrat si mise già in evidenza in passato quando per vari motivi si ritrovò a Mosca nei pressi della Lubyanka con una valigetta contenente un milione di dollari in contanti. Grazie al mio arresto in una cella di neanche otto metri quadri ove quattro, cinque, e a volte sei detenuti pregavano 24 ore su 24, gli "importatori-esportatori" riuscirono a portare a termine quanto pianificato. Anche le prove della mia innocenza fornite ai magistrati dal Kgb, non riuscirono a liberarmi. Non potrei dimenticare le parole del procuratore Mukhabbatov quando al momento della mia incarcerazione promise ad un giornalista di rispettare nei miei confronti tutti i dirtitti dell'uomo. Un suo rispetto dimostrato mettendomi in una cella con detenuti affetti da tubercolosi e con servizi igienici sostituiti da un secchiello di plastica senza coperchio che si doveva svuotare a turno di primo mattino. Anche l'avvocato mi fu negato per tre mesi sino a quando, dopo 10 giorni di sciopero della fame e della sete, riuscii ad ottenere un incontro in carcere con l'Ambasciatore italiano al quale il procuratore Nazimov ebbe la spudoratezza di chiedere una mazzetta da 25mila dollari in cambio della mia liberazione. Mi ammalai inoltre di broncopolmonite senza ricevere nemmeno un'aspirina, forse non prevista dai diritti dell'uomo di Mukhabbatov. Questi sono gli uomini che combattono il traffico di droga. Tra essi è doveroso non dimenticare l'investigatore capo della Procura Generale Khasanov, protagonista di un'estorsione nei miei confronti, oltre ad avermi minacciato di morte mostrandomi la sua pistola. Un essere abominevole che depistava tutte le inchieste per riempire le prigioni tagike di innocenti e le istituzioni di delinquenti, e che mise il suo zampino sottoponendomi per tre anni, dopo la mia liberazione, ad un soggiorno obbligato nel Paese e a costanti minacce. Con questi uomini il Tagikistan combatte il narcotraffico che sta uccidendo centinaia di migliaia di esseri umani nel continente Europa. Il Ministero dell'Interno, altro tallone d'Achille dell'antidroga, è invano controllato dal Presidente del Comitato Olimpico tagiko, il quale, svolgendo la sua attività sportiva a bordo di una Jaguar superblindata scortata da una Jeep carica di uomini armati, per ogni evenienza, ha sempre una pistola Beretta nella cintura dei pantaloni.
Nell'ottobre-novembre del 2001, sempre in coincidenza con l'inizio delle operazioni militari Usa in Afghanistan, secondo l'ex capo dei servizi segreti talebani Mullah Khaksar, 2 milioni e mezzo di contadini hanno sparso sementi da papavero su un'area di circa 65.000 ettari (66.394 secondo l’Ufficio delle nazioni Unite contro la Droga e il Crimine - UNODC) resa improduttiva l' anno precedente dai talebani, dai suoi uomini.
Prima della guerra sovietico-afghana, la produzione d'oppio era minima, quella dell' eroina quasi inesistente. Si dice che l' economia afgana basata sulla droga fu un progetto minuziosamente concepito dalla CIA per fare dell' oppio la forza economica dei movimenti islamici afghani. Nel 1995, infatti, l'ex Direttore delle operazioni della CIA in Afghanistan, Charles Cogan, ha ammesso che gli Usa avevano in effetti sacrificato la lotta alla droga per la Guerra Fredda. Una Guerra Fredda rinnovatasi con disastrose perdite nel nuovo assetto mondiale post 11 settembre. Dall' inizio delle operazioni militari Usa in Afghanistan, secondo il quotidiano online Pravda.ru, l'eroina afghana uccide in Russia 70.000 persone ogni anno.
"Nell’aprile 99 sottoposi una dettagliata relazione sulla coltivazione dell’oppio e le relative connessioni con al-Qaeda ai diplomatici americani Mekillwein (J. Peter McIllwain) e Markeze (Gregory Marchese)", mi disse Mullah Khaksar alla fine del 2001 a Kabul. "Per annientare il narcopilastro economico di al-Qaeda e la sua influenza sui contadini afghani è indispensabile passare dalla produzione dell’oppio a quella di colture alternative", sottolineò Khaksar. "Nella mia relazione evidenziavo la necessità dell’Afghanistan di un aiuto finanziario pari a 10 miliardi di dollari per lottare contro l’oppio e convertire i contadini a colture lecite, e la CIA mi rispose offrendomi 5 milioni di dollari in cambio di bin Laden", aggiunse Khaksar nervoso. "Da allora mi sento solo un nome nella lista nera dei signori della droga", concluse con un sorriso di rassegnazione che io percepii allusivo a ciò che in effetti è accaduto. Khaksar è stato infatti assassinato dai killer dei baroni.
Dal 7 ottobre del 2001 non è stata sradicata una sola piantina di oppio; non è stato annientato un solo laboratorio da campo per la raffinazione dell'eroina; non si è fatto nulla, o quasi, per convertire i contadini afghani a coltivazioni lecite. Il giro di affari coinvolge, per la prima volta, tutte e 34 le province afghane; l'area coltivata ad oppio aumenta di circa il 50% ogni anno. Ettari coltivati: 198.000! Dal 2001 ad oggi, la produzione dell’oppio è aumentata piu'di 35 volte!!! Le quantita' intercettate dalle agenzie antidroga dei paesi limitrofi e' pero' costante: 1-1,5%, 5-8 tonnellate. Una costanza contraccambiata da supermazzette che, stando a quello che occasionalmente sentii dire da agenti dei servizi americani in stato di ubriachezza, vedono come beneficiari anche capi di stato.
Gli Usa, comunque, a testa alta, continuano ad incrementare la loro influenza nell'Asia Centrale attuando programmi di sviluppo socioeconomico che hanno già dato i loro primi frutti. Infatti, alcune delle Repubbliche centroasiatiche vantano i primi posti nella Hit Parade della Transparency International. Nel gergo dell'Fsb russo tali programmi sono chiamati "programmi alla George Soros". Nei primi 9 mesi del 2007, secondo fonti ufficiali, l'Agenzia dell'antidroga del Tagikistan ha sequestrato 278 chili-81 grammi di eroina e 329 chili-210 grammi di oppio. 81 grammi?...quando fra poco si dovrà parlare di circa 1000 tonnellate. Alcune organizzazioni americane hanno aiutato economicamente la Guardia di Frontiera tagika per potersi sbarazzare dell'esercito russo che controllava severamente la frontiera tagika-afghana. Diverse organizzazioni internazionali e Ong, utilizzando i narcodollari riciclati, si limitano a donare una coperta e un sacco di farina al contadino che coltiva morte; affrontano il problema dell'oppio afghano cosi' come recentemente una Ong europea affrontava in Chad il problema del traffico di bambini. Gli aiuti umanitari sono distribuiti irrazionalmente perche' condizionati da dipendenti pubblici corrotti. I circa 9 miliardi di dollari stanziati per lottare contro l'oppio afghano, sono andati in fumo. Se nel 2005 i laboratori da campo per la raffinazione dell'eroina erano stimati essere 39 unità, nel 2007 hanno raggiunto le 258 unità. L'eroina viene impacchettata con confezioni colorate-ogni colore indica il paese di destinazione.
Ma allora, chi c'è dietro questo "business"? E' facile saperlo, ma impossibile scovarlo.In Internet ho trovato i seguenti commenti che consentono di aprire gli occhi al riguardo:
1) Since Noriega was removed in Panama by a USA invasion in 1991, drug trafficking through Panama is estimated to have doubled.
2) Since Aristide was restored as president of Haiti by a USA invasion in 1994, drug trafficking through Haiti is estimated to have tripled, and now accounts for 15% of all drugs that enter the USA.
3) Since the Taliban have been removed by the USA, Afghanistan has returned to be the main producer of drugs in the world.
L'Asia centrale è un mondo nel quale annegano mille curiosità. Tra le mille, voci di corridoio italiane fanno emergere lo stanziamento di ben oltre US$ 12 milioni della Difesa americana per la costruzione del ponte sul fiume Pianj che divide il Tagikistan dall'Afghanistan. Un ponte necessario a rafforzare l'economia dei due Paesi. I criteri di assegnazione dell'appalto sono stati indirizzati ad una impresa di costruzioni italiana che durante l'operazione "mani pulite", stando ai sospetti dell'allora Magistrato Antonio Di Pietro, poteva avere legami con Cosa nostra. La povera Repubblica tagika, con la sua debolissima economia legale, ha inoltre potuto sborsare quasi mezzo miliardo di dollari (O meglio: più di 650 milioni di USD) per la costruzione della nuova sede di lavoro del suo Presidente, che è stata appunto appaltata alla stessa società italiana che fu nel mirino di Antonio Di Pietro.
...un europarlamentare spiega: credo che le "problematiche" che impediscono ai contadini afghani di coltivare l'oppio legalmente sono tutte nella contrarietà politica dei governi occidentali.